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Risparmio Energia Italia
Pubblicato da in Clima & Ambiente · 22 Luglio 2020
Estate 2020, un’estate di sicuro diversa da molti punti di vista ma alcuni problemi sembrano essere ricorrenti.
Di cosa stiamo parlando? Proprio di uno dei nostri ecosistemi più importanti: quello marino, che di anno in anno è sempre più vittima di tutte le attività umane.
 
Sabato scorso il capodoglio Furia, alle Eolie, è stato liberato dopo ben 36 ore di lavoro da parte della Guardia Costiera, sub e biologi. Il cetaceo si era incastrato nelle reti pelagiche, chiamate “spadare” perché utilizzate un tempo per la cattura dei pesci spada. Dai primi anni 2000 però queste reti sono state vietate in tutto il Mediterraneo, su larga parte d’Europa infatti questi sistemi di pesca non sono tollerati, in Italia invece vengono utilizzate. Queste reti non selezionano affatto il pescato, catturano tutto. Furia è quindi una delle tante specie che ogni anno si intrappolano nelle reti e se non vengono liberati rischiano la morte.




 
Qualche chilometro più a nord, sui fondali dell’Arcipelago Toscano, ci sono da cinque anni le 63 mila tonnellate di plastica pressata che la “Motonave Ivy” aveva perso a causa di una tempesta. Il presidente nazionale di Legambiente, Ciafani Stefano, sta chiedendo lo stato di emergenza visto che nessuno si sta occupando seriamente del problema.
 
In questi giorni l’organizzazione ambientalista insieme ai ricercatori del Cnr-Ias di Genova e dell’Università politecnica delle Marche sta eseguendo dei monitoraggi nell’aerea per capire se la plastica dispersa ha generato un impatto nelle acque.




 
Ultimamente si sta parlando molto anche di un altro fenomeno dannoso per ambiente ed economia: l’erosione delle spiagge italiane. Le cause principali sono da attribuire al consumo di suolo, con la costruzione di edifici e di nuove opere infrastrutturali. Su circa 8 mila chilometri di litorale, le coste basse sabbiose (che sono quelle erodibili) coprono 3770 chilometri ed il 46,4% di esse sono in erosione.
 
In 50 anni l’Italia ha perso dai 35 ai 40 milioni di metri quadri di coste. Secondo una proiezione di Nomisma, un metro quadro di costa produce un reddito pari a circa 1000 euro in termini di entrate turistiche, il che significa che l’erosione ha provocato un danno al Paese che si aggira intorno ai 45 miliardi di euro.
 
Questi sono tre diversi esempi (purtroppo ogni giorno se ne potrebbero fare altri) di come le nostre attività (inquinamento, pesca e costruzioni) abbiano un impatto molto grave su tutto ciò ci circonda.

         




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